Storia in movimento.
Castel Chela sorge su una collina boscosa sopra Gais ed è uno dei complessi castellani più antichi della Val Pusteria. Fu probabilmente costruito all’inizio del XII secolo, in un luogo dove già dal X secolo esisteva un possedimento vescovile chiamato “Chela”. Il castello serviva ai principi vescovi di Bressanone per controllare la Valle di Tures e le importanti vie di collegamento tra la Val Pusteria e la Valle Aurina.
La prima menzione documentaria risale agli anni 1147/1155, quando Heinrich Salzmann von Kehlburg è citato come feudatario. Nei secoli successivi il castello cambiò più volte proprietario e fu concesso in feudo o in pegno a diverse famiglie nobili. Dopo una contesa con il principe vescovo di Bressanone tornò al principato vescovile.
Verso la fine del Medioevo Castel Chela iniziò a decadere. Nel 1545 il vescovo di Bressanone lo affidò quindi a Hans II von Rost con l’obbligo di ricostruirlo. Sotto la sua guida la fortificazione medievale fu trasformata in una prestigiosa residenza rinascimentale. La famiglia von Rost rimase proprietaria del castello per oltre 350 anni e ne segnò profondamente la storia.
Nel 1891 il castello fu venduto al vescovo ausiliare ungherese dott. Sigmund Bubics. Egli investì ingenti somme nel restauro e nell’arredamento, ma sopravvalutò le proprie possibilità finanziarie. Dopo diversi passaggi di proprietà, il 30 aprile 1944 Castel Chela subì il colpo più grave: un devastante incendio distrusse gran parte del complesso. Non essendo mai stato ricostruito completamente, rimase allo stato di rovina.
Sebbene oggi sia una rovina, Castel Chela resta uno degli edifici storici più suggestivi della Valle di Tures. Dalla sua posizione elevata sopra Gais ricorda la storia mutevole dei principi vescovi di Bressanone, della famiglia von Rost e quasi mille anni di vicende regionali.
Foto: © TV Bruneck